Aprile 9, 2008...9:04 am

OpenSpime

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Ecco una notizia che mi ha colpito molto e che credo potrà essere un bell’impegno per cercare di controllare l’inquinamento nelle nostre città.

Tra poco, infatti, ognuno di noi potrà fare qualcosa per l’ambiente tramite l’utilizzo di un normale cellulare o un computer, dotati di un sensore per rilevare l’anidride carbonica o altre sostanze dannose.

Poi via Internet potrà pubblicare, in tempo reale, i dati e far sapere a tutti quanto è inquinata la zona dove si trova. Funziona così OpenSpime, una tecnologia nata dalla creatività di tre ragazzi italiani e ora in via di produzione. È una delle declinazioni del fenomeno ‘Green IT‘: la tecnologia che si sta sforzando di diventare più verde, con una sfilza di nuove idee e prodotti ecofriendly. La strada da fare, certo, è ancora lunga. Le abitudini dell’industria e degli utenti di tecnologia sono ancora, in media, poco rispettose dell’ambiente. Il vento ha però cominciato a soffiare: le aziende fanno mea culpa per aver sommerso il mondo di tv, cellulari e pc super inquinanti e cambiano politiche di produzione; anche (o soprattutto?) per tenersi buoni i consumatori, sempre più attenti ai temi dell’ambiente quando si tratta di acquistare un prodotto.
Questo risveglio è ben riassunto da OpenSpime: perché è un’idea che nasce dal basso e chiama a raccolta il contributo di ogni singolo utente che andando in giro quindi con il proprio cellulare o computer, rileva lo stato dell’aria, e poi invia i dati ai server di OpenSpime, che li pubblica su Internet. Perché tutti possano sapere che aria si respira.

L’idea è dirompente: potrà nascere così una mappa dell’inquinamento, con tre caratteristiche innovative: sarà capillare, avrà dati indipendenti da quelli riportati dagli organi ufficiali e sarà formata grazie all’impegno dei singoli.

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